La macchina del pane

L’idea mi venne circa 3 anni fa, quando cambiò l’orario scolastico dei miei figli, passando da 5 a 6 ore tutti i giorni (vennero eliminati i pomeriggi) e io mi ritrovai a pensare a quali spuntini dar loro perché arrivassero indenni alla fine della mattinata. Dovevo pensare a spuntini nutrienti ma non pesanti, che li nutrissero senza appesantire troppo la digestione.

Già facile a dirsi, più difficile da realizzare, soprattutto tenendo conto dell’appetito che caratterizza i preadolescenti. Così iniziai a preparare loro dei tramezzini, con il pane in cassetta del supermercato. Giorno dopo giorno, variavo il contenuto ma il pane dei tramezzini, sebbene meno pesante del pane comune, era pieno di conservanti!

Dopo un po’ decisi che dovevo trovare un’altra soluzione e mi venne in mente la macchina del pane che giaceva inutilizzata a casa di mia sorella. Così la chiesi in prestito e iniziai a sperimentare.

La macchina del pane non è altro che un piccolo fornetto, a temperatura controllata, che ha anche la funzione impasto. Usando i programmi automatici e programmandone la cottura si può ottenere pane fresco e caldo, ma anche pane brioche e torte (tipo plumcake) al risveglio. E senza fare altro che inserire gli ingredienti, accendere, programmare: davvero comodo!
E i costi? Davvero contenuti. Se vuoi, puoi leggere questo articolo a riguardo, oppure questo.

Confesso che i primi pani non erano un granché: troppo lievitati, troppo grandi, crosta dura e interno che si sfaldava. Non molto invitanti. Poi, ecco l’idea di usare il lievito madre! Ho osservato il comportamento della macchina del pane e ho unito l’esperienza delle lavorazioni con il lievito madre  et voilà ora sforno pani gustosi ed invitanti, molto apprezzati anche dagli amici che li hanno assaggiati.

I segreti sono essenzialmente 3:

  • disgiungo la fase di impasto da quella di cottura (quindi non uso i programmi automatici)
  • dopo la lievitazione, faccio le pieghe (togliendo delicatamente l’impasto dal cestello)
  • preparo dei pani relativamente piccoli (massimo 350 grammi di farina, per pagnotte di poco meno 600 grammi)

Certo, con macchine del pane a cestello unico la forma è standard e ci si deve accontentare, ma il risultato è certo, spesso migliore della cottura in un forno tradizionale. Provare per credere!

2 thoughts on “ La macchina del pane

    1. Ciao Davide, scriverò a breve un articolo in merito. Nel frattempo qui puoi trovare qualcosa.
      Preparare da sé il lievito è possibile ma non di sicuro successo (ci sono tante variabili che possono influire sul risultato), io suggerisco sempre di trovare qualche spacciatore di lievito madre e farsene dare un po’ per iniziare (mantenerlo, invece, è una cosa decisamente più fattibile).
      Ecco una mappa degli spacciatori di lievito madre, inutile aggiungere che su Torino ci sono anche io, vero? 😉

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